Polvere alla polvere - Teatro di Vetro

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Polvere alla polvere

Una pièce di drammaturgia contemporanea comica e toccante, in cui si aprono improvvise zone di malinconia e di tenerezza raccontate senza sentimentalismi. Una costruzione drammatica blindata, una sorta di poema per tre voci, dialoghi e monologhi incrociati, frasi lasciate in sospeso, in cui i tre eseguono una partitura verbale ed emotiva dal ritmo strepitoso. Ognuno emerge con il suo assolo per rientrare nell'ensemble in cui riescono a "dialogare" con effetti anche comici. Farquhar intesse una straordinaria e vertiginosa “jam session” verbale orchestrata su dialoghi-monologhi comici e poetici che s'intrecciano tra loro. La vicenda, si sviluppa intorno al vissuto di tre, non più giovani amici, della Liverpool dei Beatles: ”erano gli anni settanta”... Un'esistenza precaria, la loro, divenuta una “normale” condizione di vita.
Gli accadimenti di ogni singolo personaggio della pièce, si sviluppano in varie forme che si connettono tra loro simultaneamente, elaborando una molteplicità di significati che permettono di rendere comprensibile, comunicabile e ricordabile il vissuto. La moderna drammaturgia, soprattutto il filone irlandese, con questo nuovo “straniamento” dona alle emozioni un mezzo potente, suggestivo e più efficace d'espressione. Si “mette ordine”, si dà un senso attivo agli avvenimenti. Il “vissuto umano” dei personaggi diviene esprimibile, semplice e può essere, appunto ricordato. Quello che sorprende di questi nuovi “storytellers” di cui Farquhar fa parte a buon diritto, sebbene inglese, è la continuità e poliedricità della loro scrittura drammaturgica: brevità fulminea delle battute, orecchio sensibilissimo per il ritmo della “lingua parlata” e sintonia immediata che riescono a stabilire con un pubblico giovanile. Raccontano storie che ti stupiscono, ti incantano, ti fanno ridere. Poi chiudono la porta e se ne vanno.
 
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